La fatica della devozione…
Ieri mattina alle 8.00 sono stata alle
terme con mio fratello R.
Fuori pioveva e faceva molto freddo e c'era vento...vista la pioggia pensavo
che non andassimo..e invece alle 8.00 arriva la telefonata e lui mi dice
che andrà lo stesso..e io forzo la mia pigrizia e mi vesto. Arriviamo
in poco tempo alle terme ( 20 min): per strada un'aria irreale, la cassia
completamente deserta e silenziosa.
Le terme ci accolgono con il vapore e l'acqua pulitissima e..meravigliosamente
caldissima. Siamo in tre: io, mio fratello e un vecchietto che parla a
voce alta con il custode.
Spogliarsi al freddo ( 2°C) mi fa "sentire" come quando
ad Herakan uscivo alle 3.3o del mattino e mi tuffavo nella Ganga...una
vocina dentro che ti dice sempre : "Ma chi cavolo te lo fa fare!!!???"
mentre invece il corpo va e il respiro ti mette nella condizione...di
non pensare troppo e di ascoltare invece altri tipi di sensazioni....
La doccia calda e subito in vasca...tutto il disagio dei pochi momenti
precedenti svaniti in un respiro, in un abbraccio di quell'acqua calda
che è lì per te e che ti accoglie se sfidi tutte le scomodità
per arrivare a lei...adoro l'acqua..è proprio il mio elemento naturale
in cui ritrovarmi...con me...
Comincio a lasciarmi andare al respiro..siamo soli..e c'è l'intimità
necessaria data dal calore.
Una seduta in piena regola, senza aspettative, senza neanche pensarci
un momento quando sono entrata...il respiro si modula e si allinea con
il corpo, le mie sensazioni, le mie emozioni i miei pensieri..
Mi stiracchio tutta, sentendo la meraviglia del lasciare andare il corpo
sospeso nell' acqua, mi piace, mi fa bene, mi rilassa. Poi il respiro
aumenta e mi immergo in apnea ascoltando il suono del mio cuore che batte
sott'acqua. Il caldo e il suono del cuore mi riportano a una "sensazione
uterina"...nella pancia, penso, si dovrebbe stare così..al
caldo, al buio e con il rumore del cuore della mamma che scandisce ogni
momento di quei magnifici 9 mesi...
Vado avanti e mi appare l'immagine di Babaji: bello, sorridente, accogliente..come
una mamma.
Sono stupita e grata. Solo chi fa reb sa che non è evocazione di
immagini...ma immagini di una coscienza interiore che se viene fatto "spazio",
emerge e fa comprendere...altri dimensioni di noi.
Da tanto non mi si presentava una "immagine" così chiara...e
come diciamo sempre con Luca, c'è interazione nel reb e non pura
passività nell'interagire con quanto la ns coscienza fa emergere.
Continuo a respirare, ringrazio Babaji per quanto sta accadendo nella
mia vita, per il reb che mi permette di avvicinarmi a tante persone, per
la mia Famiglia ( tutta!!! quella naturale e quella acquisita..che è
veramente grande!!!), per Luca ed Emil..
mi viene da piangere e piango, lasciandomi andare al calore dell'acqua
e al freddo della testa che emerge dall'acqua ed è a contatto con
il freddo...
Cerco di "sentire" profondamente che cos'è per me questa
devozione che sento per Babaji: un padre, una madre, un amico, un Dio
da venerare e adorare...e tutte queste definizioni non bastano a descrivere
tale devozione. Poi sento invece la fatica della devozione. Essere devoti
di Babaji è essere veramente Shivaiti!
Per sentire questo contatto con il mio Dio interiore..mi sono spogliata
al freddo, ho fatto il bagno nella Ganga in gennaio..ma sono anche stata
giudicata come una esaltata appartenente ad una setta, una miscredente
che ha rinunciato alla sua religiosità cattolica in cerca di un
Dio "alternativo" a cui dedicare nuovi culti e nuove preghiere.
Un Dio difficile dico io, a cui offrire la parti fragili, mancanti, le
paure e le limitazioni di un Ego raffinato e superbo, presuntuoso e spocchioso
della sua conoscenza..
Il pianto si fa lamento tra un respiro e l'altro e di nuovo in apnea sparisco
sottìacqua alla ricerca di una pace e di un silenzio...non umano...sento
di nuovo il battito del cuore che ora è più rallentato,
meno forte di prima...e in questo "spazio" che dura pochi istanti..mi
immergo in una "nuova" profondità mai prima percepita:
la fatica della devozione è necessaria e indispensabile affinchè
Dio ( cioè la parte Divina dentro di noi ) si riveli in uno stato
di coscienza diverso da quello conosciuto ( la preghiera per esempio o
la comprensione "intellettuale di Dio). Intuisco profondamente che
il vedere le mie limitatezze e le mie fragilità, che poi decido
di offrire a Babaji affinchè diventino coraggio e azione, sono
inevitabili per poterle trasformare in altro. Non è quindi evitare
di vedere le proprie debolezze e fragilità...ma anzi...darsi lo
spazio per potersele "ri - conoscere", sentirle proprie e grazie
al sacrificio e all'offerta trasformarle in altro...
Difficile da scrivere...veramente difficile davvero....impresa perdente
perchè limitata nella sua essenza.....
Ora il pianto diventa un lamento...e il mantra Om Namah Shivay esce dalla
mia bocca al di là del pensiero di dirlo...mi alzo per andare nella
vasca fredda...ho avuto una grande intuizione e quindi devo "sacrificarmi"
e andare nell'acqua fredda!!!! Mi gira la testa e mi rimetto seduta: "La
mia vocina dentro mi dice ironica: "Deficiente!!!! allora proprio
non hai capito??!! Chi è che vuole sacrificarsi?????" ..e
via l'Ego che vuole dimostrare non si riposa mai e sta in agguato!! Ma
io ora sorrido, grata a quella calma e a quella percezione esperita poco
fa, e allora respiro , recito il mantra e mi alzo..e non mi accade nulla...sono
centrata e il calore del corpo danza con il vento e il freddo intorno
a me. vado a bere e poi mi immergo nella vasca fredda...bellissima acqua,
sassolini sul fondo e un "abbraccio" di mattoni romani mi fa
"sentire" la sacralità di quel luogo e di quanta gente
è stata lì dentro. L'acqua è veramente fredda, soprattutto
perchè il mio corpo è molto caldo, ma "Gotami Ganga!!!
Hare hare Mahadeva", insomma cantare i mantra mentre sono lì
è inevitabile per attutire il "il colpo" e immergermi
poi in un contatto ancora più profondo..dove la fatica della devozione
si trasforma in piacere e in amore...per te..per il tuo coraggio, la tua
autostima, il tuo risveglio a un modo nuovo e diverso di sentire e assaporare
la vita.
Mi alzo e mi immergo di nuovo in acqua calda: mi siedo nella posizione
del loto per far sopire tutte queste emozioni e sensazioni esperite in
20 minuti di ..bagno...
Intorno a me ora in vasca ci sono altre 4/5 vecchietti, assidui frequentatori
delle terme all'alba ( da come raccontano). Sono l'unica donna..penso...eh
sì perchè le donne il giorno dopo le feste..o durante le
feste...devono preparare per tutti e poi devono pulire..insomma andare
alle terme è un vero lusso che poche donne si concedono nei giorni
di festa...
Mio fratello mi propone di uscire, per me va bene...il corpo è
rilassato, caldo, quieto. La mente serena e lo spirito ride e gode. Mi
sento in linea con una consapevolezza attenta e benefica per me. Ho pregato
con l'acqua, ho ascoltato Babaji dentro di me, ho "sentito"
il mio corpo essere strumento di preghiera e di devozione. La fatica dela
devozione è la disciplina: Babaji nel suo messaggio spirituale
afferma: vivete in Verità, Semplicità e Amore e fate Karma
Yoga (lavoro) al servizio di tutta l'Umanità!. Servire l'umanità
è servire Dio.
Queste esperienze mi permettono di raccontare poi nei seminari di rebirthing
cosa può essere la devozione per me..grazie a queste esperienze
( faticose, e meravigliose per questo!!!) posso testimoniare la spiritualità
come strumento di consapevolezza, di terapia...di trasformazione interiore.
Se non mi permetto di oltrepassare le mie comodità...quando incontro
Dio dentro di me?????? ( cioè sempre la parte divina dentro di
me che mi si autorivela alla coscienza..).
Ho incontrato molte persone che hanno avuto effetti dal reb nella loro
vita e poi però hanno abbandonato cercando altro...è una
via scomoda la Devozione..quella vera...proprio per i motivi che ho esplicitato
sopra....
E una via dove ci si deve smascherare per forza, dove le difficoltà
sono prove a un diverso modo di percepirsi e di percepire.
Oggi no..ma domani se mio fratello torna alle terme...di sicuro mi accodo...oppure
quando mi sveglierò all'alba..invece di scrivere sul mio fido Ibook...mi
metterò il costume...e partirò da sola, ascoltando l'Arti
in macchina..e ringraziando Babaji di essere nella mia vita..con gioia...e
umiltà.
Buona giornata a tutti. Om namah Shivay! Jole
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