Marzo 2010
Ecco come Krishnamurti, su richiesta della sua biografa
Mary Lutyens, riassunse il proprio insegnamento:
tratto
dal sito http://web.tiscali.it/krishnamurti/
Il cuore dell'insegnamento di Krishnamurti è contenuto
nell'affermazione fatta nel 1929: "La verità è
una terra senza sentieri". L'uomo non può raggiungerla
attraverso nessuna organizzazione, credo, dogma, clero, o rituali,
né attraverso lo studio filosofico, o le tecniche psicologiche.
Deve trovarla attraverso lo specchio dei rapporti, attraverso
il riconoscimento dei contenuti della propria mente e l'osservazione,
e non mediante l'analisi intellettuale o la dissezione introspettiva.
Gli uomini hanno costruito in se stessi le immagini della propria
sicurezza, religiose, politiche e personali, che si esprimono
come simboli idee e credenze. Il loro peso domina il pensiero,
i rapporti, la vita quotidiana dell'uomo. Sono la causa dei
nostri problemi, perché in qualunque rapporto dividono
le persone. La nostra percezione è modellata dai concetti
già formati nella mente. Il contenuto della nostra coscienza
è la coscienza stessa, ed è comune a tutta l'umanità.
La personalità consiste soltanto nel nome, nella forma
e nella cultura ricavata dall'ambiente. La specificità
dell'individuo non sta nei fattori superficiali, ma nella totale
libertà dal contenuto della coscienza. La libertà
non è una reazione, la libertà non è una
scelta. E' una pretesa umana pensare che la possibilità
di scelta sia libertà. La libertà è pura
osservazione senza movente; la libertà non si situa alla
fine dell'evoluzione umana, ma nel primo momento della sua esistenza.
L'osservazione porta a scoprire la mancanza di libertà.
La libertà risiede nella consapevolezza priva di scelta
della vita quotidiana. Il pensiero è tempo. Il pensiero
nasce dalle esperienze e dalle conoscenze, che sono inseparabili
dal tempo. Il tempo è il nemico psicologico dell'uomo.
Il nostro agire si basa sul conosciuto e quindi sul tempo, e
così l'uomo è continuamente schiavo del passato.
Diventando consapevoli del movimento della coscienza, possiamo
osservare la divisione tra il pensatore e il pensiero, tra osservatore
e osservato, tra il soggetto dell'esperienza e l'esperienza.
Scopriremo che questa divisione è illusoria. Allora rimane
la pura osservazione, che è intuizione senza residuo
del passato. L'intuizione priva di tempo induce un profondo
e radicale cambiamento nella mente. La negazione totale è
l'essenza della positività. Dove c'è negazione
di tutto ciò che non è amore (cioè desiderio
e piacere), allora c'è amore, con la sua compassione
e intelligenza.
Jiddu Krishnamurti (Londra, 21 ottobre 1980)
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